L’8 gennaio a Sassari, nei locali dell’Ex Colonia Campestre, sono stati presentati i primi due volumi della serie Cartas de autodeterminatzione, pubblicata da Catartica Edizioni e curata da Luana Farina Martinelli curata, in un’iniziativa promossa da Caminera Noa in collaborazione con indielibri.
Decraru de sos deretos de sa fèmina e de sa tzitadina di Olympe de Gouges, 2024
Risposta a sa dimanda: Ite est s’Illuminismu? di Immanuel Kant, 2025
La serie nasce con l’obiettivo di approfondire il concetto di autodeterminazione in senso ampio: dalla libertà individuale a quella collettiva, dall’emancipazione personale a quella politica, culturale e sociale. Pubblicare queste opere in tre lingue – quella originale, in italiano e in sardo – non è stata solo una scelta editoriale, ma un gesto politico e culturale: il sardo viene valorizzato come lingua viva e strumento di pensiero critico.
Il primo volume ripropone integralmente la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina del 1791. De Gouges, femminista ante litteram e sostenitrice dei diritti universali, denunciava l’esclusione delle donne dalla Rivoluzione francese e ne rivendicava libertà e uguaglianza giuridica.
Il secondo volume affronta il celebre concetto kantiano di “uscita dalla minorità”: l’uso autonomo della propria ragione come fondamento della libertà e dell’autodeterminazione. Kant individua nella pigrizia e nella viltà le principali cause della minorità e invita ogni individuo a pensare con la propria testa. Pubblicato in sardo, italiano e tedesco, il testo collega la teoria all’attualità, mostrando come l’autodeterminazione si realizzi nella pratica, nelle lotte storiche e sociali, dai movimenti anticoloniali e femministi agli sforzi per l’uguaglianza dei diritti civili e alla difesa delle identità culturali.
Questa serie di pubblicazioni si propone come ponte tra passato e presente: riprende testi storici fondamentali e li trasforma in strumenti per interpretare il nostro tempo. L’uso del sardo non è simbolico: è un’affermazione del ruolo delle lingue autoctone come strumenti di cultura e pensiero critico, capaci di partecipare attivamente a dibattiti globali su diritti, libertà e affermazione delle identità.
La presentazione dei due volumi ha visto gli interventi di Zaira Zingone, Maria Daniela Carta e Anna Borghi, coordinate da Maria Barca. L’incontro ha offerto l’occasione di collegare questi testi storici alle sfide contemporanee, dalla difesa delle identità culturali alle tensioni internazionali più recenti, dalla Palestina, passando per la guerra in Ucraina, sino alla crisi in Venezuela. In questo contesto, il dibattito su indipendenza, sovranità e autodeterminazione è tornato prepotentemente al centro, confermando la capacità di questi testi di stimolare riflessione e confronto su molteplici tematiche, solo in apparenza scollegate tra loro.
Cartas de autodeterminatzione è dunque un progetto editoriale e culturale che porta all’attenzione dei lettori temi cruciali: dignità di pensiero, libertà, emancipazione sociale e nazionale, diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza come valori universali e storicamente sedimentati.
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