C’è un equivoco di fondo, quando si parla di silenzio nei bambini: lo si scambia quasi sempre per timidezza. Una fase, un tratto caratteriale, qualcosa che passerà da sé. Celestino senza parole, il libro di Manuela Udella, parte esattamente da qui, da questo errore di lettura, e lo mette in discussione con una storia che ha poco di consolatorio e molto di necessario.













