Un libro breve, intenso, di 128 pagine, ma con un peso specifico enorme. Granelli di sabbia nasce nel carcere di Is Arenas ad Arbus, da un laboratorio di scrittura immersiva curato da Davide Forte. Un ponte sottile ma necessario, costruito con le parole di chi oggi vive in una dimensione sospesa, nella realtà del carcere.
Nel libro, tra una sezione e l’altra, i proverbi senegalesi creano una trama interculturale che arricchisce il senso dell’opera e si intreccia con la realtà concreta in cui nasce il progetto. La colonia penale di Is Arenas, al 13 luglio 2025, ospita 89 detenuti, di cui circa il 68,8% è di origine straniera (dati ministeriali).
(Ibrahim)
Tra le pagine, anche una poesia diventata canzone: “La prospettiva di un comandante”, musicata da Andrea Serpi. Un altro modo per far risuonare le parole oltre la prigione.
«Siamo vicini ormai, sento il profumo del mare. Ho imparato a riconoscerlo da bambino, mio padre era un pescatore, un giorno ha deciso, mi ha preso per mano e mi ha portato nel suo mondo.
Adesso però, in questo viaggio, sono io a tenere per mano i miei figli, uno con la mano destra e uno con la mano sinistra. Mia moglie poco dietro trascina i piedi, stanca. È pur sempre una cosa complicata attraversare un deserto. Insieme a noi altri, tanti, su quella stessa strada, prima e dopo.»
(“La prospettiva di un comandante”)
La pubblicazione, curata da Catartica Edizioni (Collana Tremori), non è un’operazione estetica: è un atto politico, sociale e umano. I diritti d’autore saranno devoluti a un’associazione impegnata all’interno del carcere. Un gesto concreto, coerente con lo spirito del libro: scrivere per ricostruire.
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