Il libro
Sinossi
Dare per scontato di essere vivi è un errore madornale. Siamo accomunati da un unico destino, si dice, ma le nostre vite sono profondamente diverse. Niente è certo soprattutto se si lavora per la Fondazione delle cose utili. Ogni impiegato che si consegna alla Fondazione in realtà è già morto, solo che ancora non lo sa. Forse c’è una via che può portare alla salvezza ma il tempo scorre inesorabilmente e si crea il niente, un vuoto che schiaccia le anime e le pareti fino al cedimento. Un vuoto fatto di bizzarri personaggi, di convenzioni sociali da rispettare, di un lavoro che mortifica e di zanzare che si permettono il lusso di entrare nelle stanze senza chiedere il permesso.
L’autore
Federico Longo (1978) è nato a Noale (Venezia). Ha lavorato in progetti di accoglienza e protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Da questa esperienza nascono il libro “Attraverso il centro. Accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati” (Genesidesing 2007) e il racconto “Non sono mica razzista però”, contenuto nell’antologia “Clandestina” (Effequ 2010).
Tra le pubblicazioni successive: il romanzo “Il futuro era ieri” (2019 Ensemble edizioni) e una trilogia su Roma, Tutte le strade (libro segnalato alla XXVII edizione del Premio Calvino), uscito nel 2015 per la Tana del Bianconiglio, A ruota libera. Diario di un ciclista urbano (2019) e Esquilino. Storie verissime di un quartiere fantastico (2021), entrambi per Ultra.
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Betta La Talpa:
Lamentarsi non serve a niente, di Federico Longo
I gufi narranti:
Recensione: “Lamentarsi non serve a niente” – Federico Longo – Catartica
Chiara Ricci:
Letto per voi… “Lamentarsi non serve a niente” di Federico Longo