Juliovernia non è semplicemente un libro di racconti. Con un’esperienza consolidata come pedagogista e operatore socio-sanitario, Marco Demurtas unisce sensibilità artistica e vocazione educativa, trasformando la scrittura in un percorso di esplorazione personale.
Pubblicato da Catartica Edizioni, il libro si ispira alla Pedagogia della memoria e si articola in 27 capitoli che alternano racconti brevi e spunti pratici. Ogni storia nasce dai pensieri, ricordi e paure dell’autore, accompagnata da esercizi che invitano il lettore a riflettere sul proprio passato, stimolando creatività e consapevolezza di sé. Quasi un manuale di scrittura immersiva, in cui il ricordo si fonde con la fantasia e ogni pagina diventa un viaggio tra realtà e immaginazione.
Il filo conduttore è il riferimento a Jules Verne, simbolo di esplorazione e follia creativa. Come Verne intraprende viaggi che superano i confini del tempo e dello spazio, Juliovernia guida il lettore a immergersi nella memoria per liberare l’immaginazione, con un approccio al tempo stesso terapeutico e creativo.
Le storie alternano leggerezza e riflessioni profonde. Racconti come “Morire di Detroit”, dedicato a Frida Kahlo, o “La storia di Gerry Scotti” sembrano allontanarsi dal filo conduttore, ma le sezioni con esercizi legati a fotografie o oggetti dell’infanzia – accompagnate da brevi spiegazioni sul processo creativo – ricompongono tutto nel collante iniziale, mostrando come la creatività possa diventare strumento di introspezione e crescita personale.
Lo stile di Demurtas riflette la sua formazione da educatore: storie apparentemente disomogenee si intrecciano per trattare temi universali come crescita, amore e relazioni interpersonali, con quel pizzico di inventiva che rende ogni racconto originale. Un Demurtas che sorprende, commuove e diverte, trasformando ricordi o pagine di diario in un’esperienza di lettura completa, coinvolgente e profondamente personale, in cui non sarà difficile riconoscere qualcosa di nostro.
(A.B.)
© Credit indielibri
![]()
