Il libro
Sinossi
Questa raccolta di otto racconti è incentrata sulla città natale dell’autore, Gela. Le storie fondono leggende e luoghi locali con le contraddizioni e le sfide di un territorio dalla storia complessa. Attraverso queste narrazioni, l’autore esplora le emozioni che Gela evoca, combinando antichi paesaggi con gli odori nauseanti dell’industria locale, ormai defunta, che ha cambiato per sempre la città sessant’anni fa. Il titolo del libro viene spiegato nell’ultimo racconto, dove si trasmette il concetto che coloro che lasciano il loro luogo di nascita per inseguire i loro sogni o per una vita migliore porteranno sempre con sé un senso di colpa e vergogna, in attesa di redenzione da parte di coloro che restano a casa.
Ogni racconto è accompagnato da una traccia musicale composta da artisti dell’etichetta UR Suoni, creata appositamente per questa raccolta.
L’autore
Gianni Romano, siciliano di nascita, vive a Firenze da quasi vent’anni.
Ha lavorato nel mondo della musica organizzando eventi prima di tornare ad abbracciare il suo primissimo amore, la scrittura.
Attualmente, scrive piccole storie per LGTP (La guerra tra poveri), duo di narrativa illustrata nato su Instagram nel settembre 2020 e realizzato insieme a Emiliano Gori. Nel 2021, hanno pubblicato Resisterà sempre e Lgtp1 rispettivamente a giugno e a settembre. I loro lavori sono stati inseriti nella rivista online Doppia esposizione e nella raccolta cartacea Friscospeaks.
Di recente stampa un’edizione limitata del suo primo racconto lungo, “Ventrile”, prodotto in collaborazione con Bookabook.
Nel frattempo gira tra i mercati e serve da bere ad avventori spesso irritanti e irritabili.
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I gufi narranti:
Recensione: “Fujire è vergogna” – Gianni Romano – Catartica Edizioni
Chiara Ricci:
Letto per voi… “Fujire è vergogna” di Gianni Romano
Oubliette Magazine:
“Fujire è vergogna” di Gianni Romano: Gela, l’essenza dell’essere isolani
Kalporz:
[Anteprima] “Vergogna”, un racconto di parole e note
Nikilzine:
UR Suoni, il primo album di Lampredonto e la raccolta Vergogna